Diario di un trapezista è la presentazione teatrale con un intervento musicale, che racconta un Sigfrido segreto, parallelo a quello che si è abituati a vedere in onda, che per realizzare le inchieste ha dovuto fare delle scelte, anche in pochi secondi, che hanno condizionato per sempre la sua vita.
«Ho imparato che a definire il destino di una persona non sono tanto le sue qualità, quanto le sue scelte. Anche quelle che non fa. Ci sono persone che con la loro presenza e le loro scelte, pur rimanendo nell’ombra, sono state determinanti per la realizzazione delle mie inchieste, persone che sembrano uscite da un romanzo. C’è un vagabondo che mi ha aiutato a realizzare lo scoop internazionale più importante nella storia della Rai, quello sui bombardamenti di Falluja, durante i quali gli Stati Uniti hanno utilizzato l’agente chimico fosforo bianco. Poi un tassista che mi ha fatto ritrovare la pinacoteca di Tanzi: decine di capolavori del valore di milioni di euro che erano sfuggiti alle indagini di due procure e dell’agenzia d’investigazione internazionale più importante del mondo, la Krol.
Una producer svizzera, che passa le sue notti insonni a salvare i rospi, mi ha salvato dal trappolone di un politico che mi aveva fatto spiare per bloccare la mia inchiesta sulla sua amministrazione, stroncando così la mia carriera. C’è una vicepreside di una scuola che mi ha aiutato a realizzare un’inchiesta sul traffico di armi e un rapinatore pugliese che ha assistito all’ordine di uccidermi da parte della mafia. C’è poi la professoressa che ha ripreso il misterioso incontro tra il senatore Matteo Renzi e l’ex 007 Marco Mancini in un Autogrill. Infine, c’è Lavinia una bodyguard che mi ha aiutato a sventare il progetto di alcuni politici di sostituirmi alla conduzione di Report.
Ho maturato la convinzione che tutte le persone che ho incontrato nella mia vita hanno avuto un compito preciso e quelli che sono andati via l’hanno fatto perché quel compito l’avevano portato a termine. Tutti loro si sono portati via un pezzo di me e mi hanno insegnato qualcosa, alcuni anche a non essere come loro»