ATTO PRIMO
In Egitto, Alessandria e dintorni, nel 48 a.C.
Giulio Cesare, con il generale romano Curio e con l’esercito, giunge ad Alessandria sulle tracce del suo acerrimo nemico Gneo Pompeo. Viene accolto da Cornelia e Sesto, moglie e figlio di Pompeo, che invocano la pace tra i due. Giunge Achilla, generale del faraone egizio Tolomeo XIII, del quale porge i saluti e anche un dono: la testa mozzata di Pompeo. Inorridito e furioso Cesare intima ad Achilla di portare un messaggio di sfida al suo re: arriverà a palazzo prima che cali la notte. Cornelia piange la morte del marito e Sesto giura di vendicare suo padre.
Nel palazzo reale di Alessandria, Cleopatra architetta di spodestare suo fratello Tolomeo per regnare sull’Egitto da sola. Quando il servo Nireno le racconta di come Tolomeo ha tradito Pompeo, Cleopatra decide di recarsi all’accampamento di Cesare per ottenere il suo appoggio, ma dopo aver avuto uno scontro feroce con Tolomeo. Achilla riferisce al suo re la reazione violenta di Cesare e si offre di assassinarlo in cambio di Cornelia come ricompensa. Tolomeo, che teme la forza dell’esercito romano guidato da Cesare, accetta.
All’accampamento Cesare presiede i riti funebri per Pompeo. Vi giunge Cleopatra ma travestita: si finge Lidia, un’ancella del palazzo di nobili origini, privata da Tolomeo dei suoi diritti di nascita. Affascinato dalla sua storia, Cesare le promette aiuto. Mentre Cornelia rende l’ultimo saluto al marito defunto, progetta assieme al figlio Sesto l’assassinio di Tolomeo. Cleopatra, ancora sotto false spoglie, si fa avanti e assicura il sostegno della regina d’Egitto che istruirà il servo Nireno perché li guidi all’interno del palazzo reale egizio.
Cesare incontra Tolomeo in un’atmosfera di gelida diplomazia, tuttavia accetta prudentemente la sua offerta di ospitalità. Cornelia e Sesto affrontano Tolomeo: questi colpito dalla bellezza di Cornelia, decide di non rispondere alle provocazioni di Sesto Pompeo che gl’intima di combattere, ma ordina bensì che entrambi vengano imprigionati. Il generale Achilla dal canto suo offre a Cornelia la libertà a patto che gli si conceda, ma lei rifiuta con sdegno. Con grande tristezza Cornelia e Sesto si salutano poiché il faraone ha disposto che vengano rinchiusi in due celle separate.
ATTO SECONDO
Nel Palazzo reale di Tolomeo e Cleopatra.
Con l’aiuto del servo Nireno, Cleopatra dispone dei festeggiamenti a palazzo per solleticare l’interesse di Cesare: al suo arrivo infatti, il romano resta incantato dal suono della voce di lei. Nireno gli assicura che “l’ancella Lidia” prova una forte attrazione nei suoi confronti e che quella notte lo attenderà nel suo appartamento.
Cornelia, prigioniera di Tolomeo, piange disperata il proprio destino. Respinge di nuovo l’interesse di Achilla, ma si ritrova però a ricevere le attenzioni del re egizio. L’unica soluzione per uscire da questo vicolo cieco sembra sia di togliersi la vita, ma suo figlio la salva: è riuscito a fuggire dalla sua cella grazie a Nireno, il quale gli riferisce che Tolomeo ha deciso di fare di Cornelia una delle sue concubine. Il servo allora si offre di aiutare Sesto Pompeo a introdursi di nascosto nell’harem, dove il sovrano senza l’ausilio delle guardie, sarà di sicuro più vulnerabile.
Cleopatra intanto aspetta Cesare nel suo appartamento; quando egli vi giunge, la donna finge di dormire. Il loro incontro è però interrotto da Curio che avverte Cesare di un attentato alla sua vita organizzato da Achilla. Cleopatra allora è costretta a rivelare a Cesare la sua vera identità e gli offre una via di fuga sicura per mettersi in salvo. Il dittatore romano rifiuta e decide di affrontare i congiurati. Cleopatra invoca la protezione degli dei su Cesare e sull’amore sincero che comincia a provare per lui.
ATTO TERZO
Nell’harem del Palazzo reale e nei dintorni di Alessandria.
Tolomeo si sente al sicuro all’interno del suo harem tanto da deporre le armi. Getta un velo bianco verso Cornelia per segnalarle che quella notte dovrà essere sua. Sesto Pompeo riesce a introdursi nell’harem e tenta di assassinare Tolomeo usando la sua stessa spada, ma viene disarmato da Achilla che esorta il re ad andare in battaglia: si dice che Cesare sia morto annegato durante lo scontro della notte precedente avvenuto al porto e che Cleopatra sia fuggita all’accampamento romano per radunare un esercito con cui marciare sul palazzo. Mentre il re egizio si prepara a guidare le sue truppe contro di lei, Achilla reclama la ricompensa promessa in cambio dell’assassinio di Cesare: Tolomeo però non intende mantenere la parola poiché vuole Cornelia per sé. Colmo d’ira, Achilla decide di schierarsi con Cleopatra. Le truppe di Tolomeo hanno la meglio in battaglia e Cleopatra viene catturata: suo fratello le giura un’atroce vendetta, ma la donna afferma di non temere la morte. Cesare intanto è scampato alla congiura gettandosi in mare: le onde lo hanno trasportato a riva dove vede Sesto Pompeo, Nireno e Achilla, ferito e morente. Questi prima di morire consegna a Sesto Pompeo un sigillo che permette a chi lo possiede di accedere a una grotta comunicante con la reggia di Tolomeo, dove un esercito di cento congiurati attende per rapire Cornelia e uccidere il sovrano. Cesare prende il sigillo dalle mani di Sesto promettendo di salvare Cornelia e Cleopatra: irrompe infatti con l’armata per trarre in salvo l’egizia, poi riesce a sconfiggere anche i soldati di Tolomeo. Cleopatra esulta, immaginandosi sempre più la sola degna del trono d’Egitto.
Il re Tolomeo frattanto è solo con Cornelia: tenta di abbracciarla ma la donna estrae un pugnale e lo ferisce. Proprio in quell’istante giunge Sesto che si batte con l’egizio e infine lo uccide. Intanto nel porto di Alessandria si celebra la vittoria del generale Curio sugli Egizi e Cesare viene acclamato come «signor del mondo e imperator romano». Sesto Pompeo gli rivela di aver alfine vendicato la morte del padre affrontando e uccidendo Tolomeo. Cornelia porge a Cesare la corona e lo scettro che furono del faraone perché li affidi a Cleopatra, mentre tutti invocano la pace e l’amore per la nuova coppia reale.